Respiro, un ottimo alleato.


RESPIRO ED EMOZIONI

Quando sono ansiosi, arrabbiati o depressi gli studenti non imparano. In questi stati d’animo le informazioni non vengono assimilate né si è in grado di applicarle in modo efficace. Quando le emozioni negative sono forti, dirottano l’attenzione dell’individuo sulle proprie preoccupazioni, interferendo con eventuali tentativi di concentrarsi su qualcos’ altro, diventando talmente invadenti da sopraffare tutti gli altri pensieri, sabotando continuamente ogni tentativo di prestare attenzione ad altri compiti contingenti, quali che siano. Se le emozioni sopraffanno la concentrazione, quel che viene effettivamente annientato è una capacità mentale che viene chiamata “memoria di lavoro” ovvero l’abilità di tenere a mente tutte le informazioni rilevanti per portare a termine ciò a cui ci stiamo dedicando. Nella vita mentale la memoria di lavoro è una funzione esecutiva per eccellenza, che rende possibili tutti gli altri sforzi intellettuali. La memoria di lavoro ha sede nella corteccia prefrontale, il luogo in cui si incontrano sensazioni ed emozioni. Quando i circuiti del sistema limbico che affluiscono alla corteccia prefrontale sono in preda alla sofferenza emotiva, a rimetterci è proprio l’efficienza della memoria di lavoro tanto da renderci difficile il pensiero lucido. Il buon umore, invece, aumenta la capacità di pensare in modo flessibile consentendo di raggiungere livelli di complessità maggiori e semplificando la risoluzione di problemi indipendentemente dal fatto che si tratti di questioni intellettuali o interpersonali. I benefici prodotti da una buona risata sono più evidenti quando si deve risolvere un problema che richiede una soluzione creativa. (Esempio: Yoga della risata). Quando fanno progetti o prendono decisioni, gli individui di buon umore tendono a percepire positivamente la situazione, il che li porta a essere più espansivi e ottimisti. Si pensi a quante volte ci siamo sentiti dire “pensa positivo!” A tutti capitano periodi non facili ma quando gli ostacoli della vita vengo affrontati con mente serena, si vive più felicemente. La sfida è quindi quella di conquistare il controllo del mondo interiore, poiché i desideri e le emozioni ci vincolano più di ogni altra cosa. Bisogna imparare perciò a non identificarsi con le emozioni, belle o brutte che siano ma a viverle in modo il più consapevole possibile per evitare di esserne sopraffatti.

Ma come possiamo insegnare ai bambini, attraverso lo yoga a imparare a rimanere concentrati e a canalizzare positivamente le emozioni?

Una via potrebbe essere quella di insegnare l’importanza della concentrazione e dell’attenzione attraverso il respiro. Il respiro è in grado di agire sul sistema nervoso, di controllare il flusso delle emozioni, liberando la mente, così da permettere una migliore concentrazione. L’eccitazione emotiva influisce sul ritmo del respiro ma il respiro aiuta a lasciare andare le emozioni e i pensieri irrazionali che impediscono la concentrazione e il processo di apprendimento. Durante le lezioni di Yoga Junior, con metodo Yogalé grande importanza è data al respiro attraverso il gioco, poiché lo Yoga è una fusione tra respiro, mente, sensi e l’abbandono di tutte le condizioni generate dal pensiero. I bambini possiedono una spiccata capacità di attenzione involontaria, che non richiede sforzo di volontà, poiché è sollecitata dalla natura bella o attraente dell’oggetto. Un po’ più difficile invece è concentrarsi sulle cose sgradevoli, ma attraverso l’allenamento e la disciplina col tempo i pensieri di distrazione che ne derivano spariranno.

Si possono insegnare ai bambini altri metodi per imparare a portare l’attenzione sul respiro.Durante la giornata, il più coinvolgenti e creativi possibile, per permettergli di viverli come un gioco. Per esempio si può ricordare che ogni volta che provano una particolare emozione devono portare l’attenzione dove si trova respiro immaginandolo di colorare quella parte del corpo attraverso un espiro profondo dalla bocca. Questo gioco innescherà in loro la capacità di imparare ad osservarsi durante la giornata. Lo stesso esercizio si può fare durante i compiti o in classe. Durante lo studio ogni volta che si distraggono per pensare a qualcos’ altro, si può chiedere loro di soffermarsi, chiudere gli occhi e praticare i “venti respiri collegati”. Quattro respiri brevi e uno lunghissimo dal naso per quattro volte, ininterrottamente. Al termine, riaprire gli occhi ed evidenziare di un certo colore il punto in cui questo è accaduto. Si fornisce così uno strumento per imparare a concentrarsi, a non lasciarsi sopraffare dalle emozioni e rilassarsi. Respirare è estremamente rivitalizzante e scioglie le tensioni fisiche, emotive e mentali. Entrare in contatto consapevole con il respiro è un metodo particolarmente utile per per rendere sani i pensieri e le emozioni.

Fonte ”Intelligenza Emotiva”, Daniel Goleman, sesta edizione bestBur 2014

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