Percorso dei sensi e Junior Yoga Club


L’ispirazione  sul Percorso dei sensi e JUNIOR YOGA CLUB nasce dall’ esperienza personale presso l’Istituto dei Ciechi di Milano.

Così viene presentato nel loro sito : http://www.dialogonelbuio.org/

‘’ un viaggio di oltre un’ora nella totale oscurità, che trasforma una semplice passeggiata in un giardino o il sorseggiare una tazza di caffè in un’esperienza straordinaria. Dialogo nel Buio è una mostra/percorso allestita da dicembre 2005 presso l’Istituto dei Ciechi di Milano. Si differenzia da un’esposizione tradizionale per l’assenza totale di luce e per il fatto che i visitatori per esplorare gli ambienti devono affidarsi esclusivamente ai sensi del tatto, dell’udito, dell’olfatto, del gusto.Può sembrar banale, ma non lo è affatto. Varcato l’ingresso, la linea di confine fra la luce e il buio, ci si trova alle prese con una condizione mai sperimentata, dove occorre imparare un “altro vedere’’.Un buio così profondo disorienta, sconcerta chi è abituato da sempre a fare affidamento sulla vista. Ma è anche l’occasione per scoprire nuove dimensioni, in modo sorprendentemente semplice. Non si tratta di scoprire una realtà differente, è piuttosto una riscoperta, con modalità diverse, dello stesso mondo che già conosciamo. Nel buio anche il caffè ha un altro sapore, una rosa un altro profumo. Dialogo nel Buio non è una simulazione della cecità, ma l’invito a sperimentare come la percezione della realtà e la comunicazione possano essere molto più profonde e intense in assenza della luce.’’

E’ un’esperienza che mi ha colpito molto e che, proprio come è descritto nella presentazione, permette una riscoperta differente di un mondo che già conosciamo. Ma sopratutto permette di viaggiare con la fantasia. Ho impresse ancora in mente, dopo anni, alcune immagini del luogo e delle persone che ho incontrato durante quell’avventura e nonostante non conosca i loro volti per me è irrilevante poiché nella mia mente si è creata una rappresentazione personale basata sulle emozioni e sulle percezioni, perfette così come sono.

Lo yoga in questo è un alleato poiché permette uno sviluppo maggiore di tutti i sensi e una scoperta differente del mondo e di se stessi, che richiede pratica e tempo. Questo è un’ottimo modo per sperimentare in una dimensione diversa innumerevoli approcci alla vita.

In una delle ultime pratiche con i bambini ci siamo serviti di fascette per capelli messe a mo’ di bende per gli occhi per ricreare la sensazione di buio, questo ha permesso di rivolgere i sensi verso l’interno e attraverso l’aiuto di qualche ciclo di respirazione completa, i bambini hanno avuto modo di staccare la spina dal mondo esterno e ritirarsi in quello interiore.

Ci siamo posizionati in cerchio, poiché questo permette ai bambini di percepire la coesione coi compagni, l’unione e il contatto in modo inusuale. Si è notato come lentamente i respiri si sono uniformati. Abbiamo cominciato con il passare il primo oggetto a un bambino che dopo averlo toccato, ascoltato o annusato doveva passarlo al compagno sulla sinistra, senza dire niente. Questo ha permesso ai bambini di percepire i movimenti dei compagni e di trovarsi ‘’colti di sorpresa’’ da avvenimenti esterni, proprio come accade nella vita e di dover quindi spostare l’attenzione su qualcosa di diverso.

STRUMENTI

Abbiamo usato principalmente oggetti della natura, della vita quotidiana e solo alcuni meno usuali. Per esempio, per stimolare l’olfatto sono stati utilizzati rosmarino, mandarini, foglie di menta e di salvia, chicchi di caffè; sale grosso, carta vetrata, stoffa, legni, foglie secche di alberi, sassi grossi, petali di rosa, sali dell’ Himalaya, pasta cruda per il tatto; per l’udito una maracas, conchiglie, i rumori del tamburo da lontano, bottigliette d’acqua con all’ interno monete.

I bambini erano così presi nel provare, annusare, ascoltare da non pensare a null’altro mentre sperimentavano alternativamente i seni dell’olfatto, del tatto e dell’udito. E’ stato meraviglioso osservali mentre avvicinavano alle orecchie sassi o foglie per sentire se ”suonavano”. Sapere che i compagni non potevano vedere e le insegnanti sollecitavano all’utilizzo di ogni senso, ha permesso loro di sperimentare senza pensare al giudizio. C’ erano solo loro e i sensi e si poteva percepire intorno un profondo senso di gioia e libertà, ma sopratutto una grande curiosità.

Successivamente a ritmo di musica abbiamo chiesto loro di muoversi e ballare nello spazio; nessuno sapeva dove si trovasse, immancabili gli scontri coi compagni o coi muri ma come accade nella vita a volte si incontrano degli attriti. Con l’osservazione guidata ogni reazione è stata seguita da una risata o da un tonfo senza problemi, nonostante nessuno sapesse cosa ci fosse intorno. Spenta la musica a ciascuno è stato chiesto di assumere in silenzio la postura preferita in ascolto del proprio respiro e delle sensazioni del corpo.

E’ stato bello osservare come ognuno stesse facendo il “suo YOGA”, a prescindere dagli altri, ognuno era una rappresentazione di se stesso attraverso il corpo. Nella fase di rilassamento, sdraiati supini a terra (savasana), con dei cuscini abbiamo ricreato il vento e grazie all’uso di foglie profumate sparse sul pavimento un ambiente della natura. Al termine della lezione, abbiamo tolto le fascette per condividere l’esperienza. E’ stata una gioia vederli ridere al pensiero di trovarsi tutt’altro punto della sala. Ridevano per aver perso l’orientamento: fantastico no?

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