Giocare allo Yoga


Lo yoga è uno strumento assai efficace per esplorare vari tratti della personalità. Lo Yoga aiuta a scoprire molto di se stessi grazie all’ osservazione e alla propriocezione. L’ atteggiamento che assumiamo ogni qualvolta entriamo o usciamo da una postura (asana) e il momento in cui ci soffermiamo, in ascolto raccontano di noi. Lo Yoga è in grado di accentuare le motivazioni interiori di ognuno. Permette di scoprire infinite possibilità di conoscenza, la maestosità dell’universo interiore, la meraviglia dell’essere.

D’altra parte il gioco è un ottimo stimolo per conoscere se stessi. Permette di sperimentare e sviluppare nuovi meccanismi di conoscenza, correlazioni della realtà o stili comportamentali dando voce all’ immaginazione e alla creatività.

Sia il gioco che lo yoga ci permettono di scoprire i nostri limiti, di superare la nostra soglia, di sperimentare nuove e possibili dimensioni dell’essere. Entrambi offrono la possibilità di lasciare fuori il quotidiano, sospendere la realtà, andando così oltre il vissuto e spaziare nella fantasia, oltre i limiti del reale. Ogni dimensione ludica -come ogni asana- non è mai fine a se stessa o univoca ma ricca di stimoli, novità e creatività.

Ecco perché ritengo molto importante, a fronte della mia personale esperienza, fondere insieme, yoga e gioco.  Per i bambini il gioco è una delle principali forme di espressione-comunicazione. Unirli significa permettere di sperimentare la conoscenza di se stessi nell ’atto stesso che si compie, creando una correlazione tra l’espressione corporea dello yoga (a cui è collegata quella emotiva) e creativa tipica del gioco. Ciò permette al bambino di conoscere e accettare il proprio corpo, svilupparlo e scioglierlo. Aiuta a uscire dall’ ordinario e assumere vesti, posture e atteggiamenti differenti, dimenticando i limiti dell’usuale, senza preoccuparsi del risultato ma sperimentando e scoprendo nell’ atto stesso in cui si agisce, nel Qui ed Ora dello Yoga.

Lo stesso vale per gli adulti: non prendiamoci troppo sul serio ogni volta che pratichiamo. Osserviamoci, e se ci rendiamo conto di essere entrati in uno stato competitivo, serioso o agonistico, proviamo a contattare quel bambino interiore in noi. Egli ricerca unicamente l’esplorazione, la vitalità, l’esperienza pura, l’essenza attraverso la creatività e la spontaneità. Il quotidiano è già abbastanza impegnativo, catalogato e combattivo. Concediamoci, la scoperta dell’ignoto, il nostro vero essere senza reprimerlo ma lasciando fluire il nostro Sè più profondo che ha bisogno soprattutto di Leggerezza.

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