Psicomotricità

Passando dall’intelligenza all’emotività fino alla motricità

Il termine psicomotricità indica l’insieme delle dottrine e pratiche terapeutiche che riguardano la reciproca integrazione delle funzioni psichiche con quelle motorie, quali elementi fondamentali del comportamento dell’uomo.

Questi due tipi di funzioni si presentano rudimentali alla nascita, evolvono in stretta interdipendenza e con l’andare del tempo si differenziano e si specializzano. Mantenendo però sempre connessioni e legami profondi.

La complessa unione psicomotoria però può essere compromessa, durante lo sviluppo infantile o nell’età adulta, sia da patologie neurologiche sia da turbe psichiche e dell’umore, dando così origine a disturbi psicomotori.

Tra le motivazioni che muovono medici, psicologi, pediatri, neuropsichiatri alla promulgazione di questa “nuova metodologia” c’è l’importanza di rendere evidente il parallelismo dello sviluppo motorio e dello sviluppo intellettuale nei disabili mentali. Questo, fino ad allora, era rimasto un concetto medico astratto e senza applicazione pratica. 

Da tale interpretazione sono derivate fondamentalmente una valorizzazione delle esperienze corporee nello sviluppo infantile e una concezione antropologica che riconosce l’importanza della corporeità. Non solo nel processo educativo ma in tutte le età dell’uomo.

L’ambito proprio della psicomotricità, caratterizzato dalle sue patologie e dalle relative modalità terapeutiche, è stato definito da esponenti della neuropsichiatria e della psicologia evolutiva. In ambiente di lingua francofona negli anni Cinquanta e Sessanta del 20° secolo.

Nel tempo la dimensione della psicomotricità è stata estesa a processo generale evolutivo delle facoltà mentali dettate dall’esperienza motoria, in tutti i ragazzi.

Ciò permette di concepire una tecnica pedagogica che parte dal concetto di vissuto senso-motorio (primi anni di vita), sino alla completa concettualizzazione e organizzazione della propria psiche e del proprio corpo. 

Quest’unione tra mondo Intellettivo, emotivo e Motorio permette a tale metodologia di poter sia rieducare psicomotoriamente sia prevenire determinate disfunzioni.

Ne deduciamo che la psicomotricità è quel complesso di tecniche e metodologie che aiuta e sostiene l’individuo, nel suo complesso e strutturato sistema intellettivo, emotivo e motorio. Grazie a un’ottica di prevenzione intrinseca nella metodologia dell’educazione psicomotoria. 

Matteo Zenzale psicmotricista e istruttore yogalé

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